Wednesday, December 26, 2012

A conversation with... Luca Rubinacci


Who: Luca Rubinacci, 31, creative Director at Sartoria Rubinacci. 

ChiLuca Rubinacci, 31, Creative Director della Sartoria Rubinacci.



The concept: My grandfather Gennaro, pioneer of the Neapolitan craftsmanship, was the inventor of the Neapolitan jacket. Mariano, my father, represents the leading figure of the Neapolitan tailoring, and today I try to give a fresh and more modern take to the company.
Our tailor’s shop is modern, addressed to the client; we tout almost sixty thousands metres of vintage fabrics, which are an unequalled range. Fifty years ago tourists were travelling to Naples from Rome or Florence just to buy an unstructured Rubinacci jacket. We don't impose any style, because it is a personal matter, but we graft the Neapolitan DNA in our suits and we try to detect the personality of the customer in order to propose something fitting his needs. Our customers don't need Rubinacci to dress, but they use our suits to express themselves; an example can be a "pajamas smoking", with regimental tie fabric, exclusively made for a customer who will wear it on the New Year's Eve.Inside our jackets there's no brand label inside, because our customers don't need to show off, the tailor is a private matter; we just have a label inside a pocket, showing the name of the owner, date of creation and a serial number linked to 50 cm of the same fabric used to make the suit, saved for any possible alteration.
A solid black blazer here becomes unique because it is lined with a vintage foulard picturing a scene of gentlemen grooming in a bathroom, dating back to those old times when in the restrooms people used to dress, in addition to wash.
Moreover, Rubinacci invests a lot on young people: twenty out of our forty tailors are 18 or 22 years old. Every single customer is served by the same tailor, which cuts all his suits, in order to obtain a sort of homogeneity in the uneveness, in the irregularity of the hand-stitching.

Il concept: Mio nonno Gennaro, pioniere della sartoria partenopea, è stato l’inventore della giacca napoletana. Mariano, mio padre, rappresenta il gotha della sartoria napoletana ed io cerco di apportare uno spirito nuovo e più moderno all’azienda.
La nostra è una sartoria moderna, rivolta al cliente; vantiamo circa sessantamila metri di stoffe vintage, che rappresentano una gamma di scelta incomparabile; già cinquanta anni fa turisti viaggiavano fino a Napoli da Roma o Firenze per acquistare una giacca destrutturata di Rubinacci.
Noi non imponiamo uno stile, che resta quello proprio del cliente, ma innestiamo innegabilmente il DNA napoletano nei nostri abiti e cerchiamo di individuare la personalità del cliente, per proporgli qualcosa di adeguato. La nostra clientela non ha bisogno di Rubinacci per vestirsi, ma utilizza i nostri abiti per esprimersi. Un esempio può essere uno “smoking pigiama”, realizzato in tessuto di cravatta regimental su ordinazione di un nostro cliente, che lo indosserà la notte di San Silvestro per ricevere ospiti nella sua dimora.
I nostri abiti non hanno etichette col nome del nostro brand, perchè i nostri clienti non hanno bisogno di ostentare, il sarto è una questione privata; indichiamo soltanto in una tasca interna delle giacche il nome del proprietario, la data di realizzazione e un codice seriale attraverso il quale risaliamo al medesimo tessuto, di cui vengono conservati cinquanta centimetri per eventuali modifiche. Una semplice giacca nera qui viene resa unica foderandola con un foulard vintage che ritrae una scena di toilettatura di gentiluomi, ai tempi in cui nei bagni, oltre a lavarsi, ci si vestiva.
Rubinacci, inoltre, è un’azienda che punta sui giovani. Su quaranta dei nostri sarti, venti hanno tra i diciotto e ventidue anni. Ogni cliente viene affidato esclusivamente ad un unico esecutore, in modo da garantire un’uniformità, pur nell’irregolarità e nell’imprecisione dell'esecuzione manuale.


When I was 19, after finishing high school in Naples, I went to Kilgour, a well-known tailor’s shop in Savile Row, London, with the will of learning the secrets of the renowned British tailoring and why it was not communicating with the Continental School. Back in Italy, I tried to merge, within Rubinacci, these two schools, the British style and the Neapolitan construction.

Dopo gli studi scientifici a Napoli, all’età di diciannove anni, su consiglio di mio padre, mi recai a Londra da Kilgour, un rinomato sarto di Savile Row, per apprendere i segreti della celebre sartoria inglese. Tornato in Italia, ho cercato di realizzare quel connubio tra stile British e costruzione napoletana, che mancava nel panorama italiano.


Average age of the customers? 30 years old

Età media dei clienti? 30 anni


Time to cut a suit? An average of fourtyfive / fifty working hours and four / six weeks to deliver the suit to the customer.

Tempo di preparazione di un abito? Una media di quarantacinque / cinquanta ore di lavoro, che corrispondono a quattro / sei settimane per la consegna al cliente.


How would you describe your own style? I define myself as a critic, a pioneer, an artist trying everything on, in order to propose more consciously something to a customer. Rubinacci's style is undefined. In the menswear industry, nothing else can be invented, you can only draw from the past to modernize it. Besides, i'm the booth of my tailor's shop, my customers trust me, but I would not like them to dress like me. I can only propose something, but i never recommend a particular style.

Come definirebbe il Suo stile? Mi definisco un critico, un pioniere, un artista che prova tutto su di sé, per poter proporre più consapevolmente qualcosa ad un cliente. Lo stile della mia sartoria è indefinito. Nell’abbigliamento da uomo non si inventa più niente, si può solo attingere dal passato per modernizzarlo. Inoltre io sono vetrina del mio negozio, i miei clienti si fidano di me, ma non voglio che vestano come me. Posso proporre loro qualcosa, ma non suggerisco mai uno “stile” ad un cliente.


Your first memory related to menswear? When I was 13, i used to go to my father tailor's shop in Via Filangieri, Napoli to have my  jeans pockets changed with tweed fabrics.

Il Suo primo ricordo legato all'abigliamento da uomo? All’età di tredici anni andavo alla sartoria di mio padre in Via Filangieri a Napoli e chiedevo ai collaboratori di mio padre di modificare le tasche dei miei jeans a zampa con tessuti di giacche in tweed.

 

Any Source of inspiration? I get inspiration everywhere, in the street, around me, even in the snowboarders or the surfers with their fluo colours. I like spotting details and reinterpret them my way. I never design my collections in a fixed period of the year and, as soos as I have an idea, I simply wrtie it and create a new garment.

Una fonte d'ispirazione? Trovo ispirazione dovunque, per strada, attorno a me, addirittura dagli snowboardisti o dai surfisti, con i loro colori fluo. Mi piace trovare dettagli e reinterpretarli a modo mio. Non disegno mai le collezioni in un periodo fisso dell’anno e appena ho un’idea, la appunto e creo un nuovo capo.


A Style tip? When it comes to menswear, never listen to others, but just to yourself. Wearing what makes you feel at ease, observe a lot and grab details around.

Un consiglio di stile? Quando si tratta di abbigliamento, mai ascoltare gli altri, ma solo se stessi. Consiglio di indossare solo ciò che fa sentire a proprio agio, osservare molto e rubare dettagli.



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Ph Credits: Rubinacci Club, Guerreisms

10 comments:

  1. Una delle interviste più interessanti fino ad ora (a mio modesto parere)!

    Grande Fabio!

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    Replies
    1. Grazie mille, sono davvero contento che ti sia piaciuta!!

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  2. Intervista molto interessante, poi la sartoria napoletana è la mia preferita
    Ciao
    Gio

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  3. I Rubinacci sono fra i pochi rappresentanti della sartoria attuale italiana, insieme a Barbera, che apprezzo e stimo molto. E' sempre una grande gioia vedere spalle ampie quanto basta, maniche libere di muoversi, giacche che respirano, che vestono... come si deve. Una bel sollievo per i nostri poveri occhi martoriati da tutte quelle spalle svuotate, le giacche strizzatissime, i giromanica emostatici, i pantaloni col risvolto alla caviglia... bravissimo Luca e famiglia (e tu, ad averlo intervistato!)

    Gianluca

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